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Pesca con Minnow & Swimbait da Michele Capizzi

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Minnow Swimbait
Minnow Swimbait

Minnow Swimbait nella pesca

Nel panorama delle esche rigide imitative i minnows e  swimbait sono sicuramente le riproduzioni del foraggio più fedeli in assoluto. Oltre all’aspetto, il loro nuoto ricorda perfettamente quello di un pesciolino che nuota spensierato.
Se animati correttamente con diversi stili recupero, questi artificiali possono ricordare agli occhi di un predatore un pesce in difficoltà, morente o addirittura spaventato che scappa alla vista del suo carnefice suscitando in lui un forte istinto predatorio.

Minnow: il principe dello spinning

Chiunque abbia iniziato a pescare a spinning da bambino non può che ricordare la mistica attrazione che i costosi minnow suscitava ai nostri occhi.
Il loro costo superiore unito ad un aspetto molto più cool dei classici rotanti risplendeva di luce propria all’interno delle nostre prime e confusionarie cassettine. Tanto da ridurne l’utilizzo solo in situazioni controllate e particolarmente promettenti.
Passano gli anni e le mancette dei genitori si sono trasformate in stipendi. Per quanto mi riguarda, l’attrazione che provavo da bambino per i minnow è rimasta immutata. Oggi la considero l’esca “all round” per eccellenza.
Utilizzata nel modo giusto e scegliendo la tipologia più adatta, ci consentirà di insidiare il bass e non solo tutto l’anno.

Analizziamo 3 tipologie:

FLOATING:

modello galleggiante che affonda a profondità variabile solo durante il recupero. Si utilizza per insidiare predatori nei primi strati d’acqua oppure su fondali molto bassi e ricchi d’ostacoli che scavalcheremo facilmente fermando il recupero e facendo risalire l’artificiale a galla. Hanno un nuoto molto plastico ma solitamente non coprono grande distanze di lancio.

SINKING:

questa tipologia di minnow affonda più o meno velocemente in base al modello. Sono dotati di un nuoto meno plastico rispetto agli altri minnow ma guadagnano in gettata. Nel bass fishing non sono molto utilizzati ma sono imprescindibile per i pescatori di trote “native” perchè alcuni modelli tengono molto bene la corrente e sondano perfettamente le buche più’ profonde.

SUSPENDING:

sono i minnow più utilizzati nel bass fishing. La loro caratteristica principale consiste nel rimanere sospesi nel momento in cui si interrompe il recupero (ne abbiamo fatta di strada dai primi modelli in legno di balsa e gli occhi strabici è…).
Sono dotati di un bilanciamento interno che oltre a garantire l’azione suspending, aiuta parecchio durante il lancio offrendo una grande gettata.
Queste caratteristiche l’hanno reso il minnow per eccellenza per tutti i cacciatori di centarchidi.
Ma come si usa il minnow? Non fatevi ingannare dal suo nuoto “automatico”.La vera forza di questo artificiale sta nel movimento irregolare e nelle pause, che rendono il minnow molto simile ad un pesce in difficoltà.
Jerkando violentemente ed effettuando lunghe pause cercheremo pesci molto apatici rendendolo un’ottima alternativa alle soft bait (dove lo spot lo permette), oppure jerkandolo ripetutamente con delle pause minime e molto brevi andremo a stimolare l’aggressività del bass simulando un pesciolino che fugge da qualcosa.
Quando usare il minnow? La risposta è molto semplice…sempre!
In ogni momento dell’anno scegliendo il minnow giusto ed effettuando  il recupero corretto ci garantirà un’elevata percentuale di successo.
L’attrezzatura? Spinning o casting in base alle grammatura dell’artificiale. L’importante è che sia sufficientemente rigida per consentirci una corretta jerkata ed abbastanza progressiva per evitare slamate dovute all’ingrandimento del foro di penetrazione dell’ancoretta e garantire una buona gettata.
In conclusione, se mi venisse chiesto di portare una sola esca artificiale durante una battuta di pesca a qualsiasi predatore, la risposta verrebbe in automatico: “il minnow”
Tipologie di esche Minnow Swimbait
Tipologie di esche Minnow Swimbait

Swimbait

Il fascino che le swimbait esercitano su noi pescatori è indiscutibile. Sono oggetti meravigliosi, delle autentiche opere d’arte che risvegliano in noi appassionati il desiderio di collezionarne il più possibile.
Ma oltre ad essere belle, se utilizzate in modo corretto, sono una delle esche con il maggior potere attrattivo. Usandole noterete subito quanto pesce sono in grado di muovere queste esche, attirando anche esemplari più piccoli della swimbait stessa!
Proprio questa caratteristica le rende perfette per ingannare i pesci più grossi e smaliziati tentati dalla possibilità di farsi un lauto pranzo o aggredire l’esca intenti a scacciare un intruso dal loro territorio.
Le swimbait si dividono in due grandi categorie, le hard e le soft. Le hard, dotate di corpo rigido, possono essere floating, sinking o suspending, avere la paletta o meno, avere il corpo diviso da due o più sezioni.
Si usano generalmente per richiamare il bass verso la superficie, essendo per loro natura esche che lavorano nei primi strati d’acqua.
Le soft swimbait possono essere già armate oppure da armare e in base al recupero ed alla loro grammatura possono sondare anche gli strati d’acqua inferiori.
Il recupero di questi artificiali, sia hard che soft, generalmente è piuttosto lento, creando delle ipnotiche “esse” o delle vistose scodate che spostano un sacco d’acqua.
L’attrezzatura dev’essere adeguata ai pesi gestiti, anche se generalmente non creano molta resistenza rendendo il recupero non eccessivamente impegnativo.
Una considerazione doverosa è quella di non aver paura delle dimensioni, in questo caso le dimensioni contano! Una swim da 18cm potrà tranquillamente essere attaccata da un bass da 500g!
E’ proprio la loro stazza a renderle cosi catturanti, prendere swim sotto ai 14cm ha poco senso.
Detto questo, lanciate con fiducia le vostre swimbait, il bass della vostra vita potrebbe aspettarvi dall’altro capo della lenza!

Cura delle nostre Hardbait

Visto il costo elevato della nostra attrezzatura da pesca averne cura è doveroso. Dopo ogni sessione di pesca assicuriamoci che non ci sia acqua sul fondo delle nostre tackle box. Nel caso asciughiamo con cura esca e cassetta se non vogliamo trovarci con tutti gli ancorini e gli anellini arrugginiti.
Un trucchetto utile è quello di soffiare sugli artificiali prima di riporli nella nostra tackle box, in modo da rimuovere la maggior parte delle goccioline d’acqua dai loro corpi.
Controllate sempre gli ami! Incagli e normale utilizzo col tempo spuntano le punte rendendole meno efficaci e facendoci correre il rischio di perdere il fantomatico pesce della vita.
Inoltre pulite sempre i vostri artificiali controllando sempre che non ci siano residui di alghe sul corpo e sugli ancorini. Con questi piccoli accorgimenti i vostri artificiali continueranno a darvi soddisfazioni per molti anni!
Spero che l’articolo vi sia piaciuto.
Michele Capizzi per Pescare.biz

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