Home I racconti dei pescatori Yuri racconta perchè ho iniziato a pescare a mosca.

Yuri racconta perchè ho iniziato a pescare a mosca.

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Ciao a tutti ragazzi, ogni tanto mi capita di fermarmi con la pesca e chiedermi il perché di tante cose che faccio, che ho fatto o che probabilmente farò. Di recente, molte volte mi son fatto questa domanda: “Perché ho iniziato a pescare a mosca?”

Pescare a Mosca: il mio inizio

Pesco da parecchio tempo e ho provato molte tecniche differenti, negli anni le ho affinate e sono anche riuscito a capire quale mi piace di più e quale meno. Un mio “sogno” è sempre stato quello di imparare a pescare a mosca.

Il fascino e l’eleganza di questa tecnica di pesca mi ha sempre lasciato a bocca aperta.  Così, dopo aver chiesto opinioni ad amici che già praticano questa tecnica ho deciso di provare.

La gran parte degli amici che praticano questa tecnica mi dissero subito una cosa: “se cominci a pescare a mosca andrai ad abbandonare le altre tecniche”.

Mai sentite parole più vere! Ho fatto i primi due anni pescando solo a mosca, mettendo in secondo piano tutte le altre tecniche, in qualsiasi specchio d’acqua che potesse essere laghetto, fiume, carpodromo. In poche parole ovunque e per qualsiasi tipo di pesce.

Non posso assolutamente negare che l’inizio sia stato alquanto traumatico. Tra cappotti, incazzature e ingroppamenti vari ma con il passare del tempo, la voglia di imparare e il non mollare il colpo sono arrivate le prime soddisfazioni.

I primi approcci li ho avuti pescando a ninfa a filo, non me ne vogliano i puristi della tecnica, ma ho iniziato così.

Passati i primi due cappotti clamorosi insieme ai miei amici, che a differenza mia riuscivano ad effettuare catture, ho iniziato a prendere dimestichezza con l’attrezzatura e vedere anche io qualche mangiata, senza lasciare un mucchio di esche sul fondo.

Cominciano a vedersi sempre più catture e finalmente riesco a portare a guadino il primo temolo della mia vita, una delle mie gioie più grandi.

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I successivi tentativi

Con il passare del tempo e delle uscite di pesca sorge un altro problema. Per la mia poca dimestichezza incaglio troppe volte il fondo.

Chiaramente essendo la pesca a ninfa (una tecnica che consente di sondare il fiume nelle varie profondità), e lascio troppe esche in fiume.

Cosi mi decido anche di provare a costruire delle ninfe autonomamente.

Comprato il materiale necessario per cominciare a produrre le mie prime esche. Seguendo consigli di amici e qualche video tutorial sul web mi metto sotto e sforno i miei primi obbrobri.

Anche qui vige la regola del non mollare, continuare a montare e smontare finché qualcosa di decente viene fuori.

Ora che ho qualche ninfa in più fatta dalle mie manine non vedo l’ora di tornare in pesca e provare le mie mosche!

Vi lascio solo immaginare l’emozione che posso aver provato quando sono riuscito ad ingannare la prima preda e scoprire che ha mangiato sulla ninfa prodotta da me.

Con il passare della stagione ho iniziato anche a praticare la pesca a mosca secca, considerata da molti la pesca a mosca per eccellenza, la più pura.

A differenza della pesca a ninfa ci vogliono delle condizioni adatte per pescare ed è anche più tecnica.

Tutte queste difficoltà vengono dimenticate quando si riesce ad ingannare il primo pesce, il momento più bello ed emozionante di tutti arriva nell’attimo in cui vediamo la mangiata.

La pesca a mosca secca richiede l’utilizzo di mosche che restano sul pelo dell’acqua e che vadano ad imitare, nella maggior parte dei  casi, dei reali insetti che schiudono proprio in quel momento.

La spettacolarità della mangiata è data proprio dal fatto di pescare a galla. Difatti si vedrà la nostra preda salire a bollare la nostra mosca. Proprio quello il momento di maggior godimento che, dal mio punto di vista, può avere un pescatore a mosca secca.

Pro e contro di pescare a mosca

Ma come tutte le cose ci sono dei pro e dei contro.

Non sempre c’è il tempo per andare a pesca in fiume dove potersi sfogare nella natura e abitando a Milano di alternative vicine ce ne sono ben poche.

Proprio per questo ho deciso di provare a pescare le carpe sempre utilizzando un’attrezzatura da mosca, chiaramente proporzionata alla dimensione delle nostre prede.

A 5 minuti da casa ho una cava nella quale si può pescare, è divisa in due parti, una delle quali adibita a carpodromo, perché non provare li?

Dopo aver costruito qualche imitazione di cibo che resti a galla si va a provare.

Le catture fortunatamente non mancano, il divertimento è assicurato. Non è poi così semplice come mi aspettavo ma la cosa rende ancora più divertente il fatto di provarci.

Un valore aggiunto lo da la potenza di questo pesce che una volta ferrato e allamato è in grado di fare ripartenze inaspettate da fare invidia a tanti altri predatori.

In questa cava sono presenti parecchi esemplari e di qualsiasi misura e peso.

Il mio record personale è quello di una bellissima carpa specchio di 10,2 chilogrammi.

Una volta passata la stagione estiva e con il sopraggiungere della chiusura della pesca in fiume ci si dirige invece nei laghetti di pesca sportiva, sempre pescando a mosca.

In laghetto a trote ho pescato utilizzando gli streamer, esche fatte utilizzando del pelo, ultimamente sintetico, lasciato lungo e che andrà a simulare il nuoto di un pesce.

Anche in laghetto ci sono parecchie varianti della pesca a mosca. Nessuno vieta di pescare a mosca secca, quindi a galla, a streamer sondando le varie profondità oppure anche a “tappo” da fermi.

Le conclusioni

Ora sapete il motivo per il quale ho iniziato a pescare a mosca, cosa me la fa praticare nei vari luoghi e con qualsiasi preda.

Più avanti pubblicheremo degli articoli più approfonditi su attrezzature, esche, è qualche racconto di pesca.

A presto!

Yuri