La riscoperta della pesca in cava: curiosità, luoghi in Italia

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cava presente nel comune di Gaggiano a Milano
cava presente nel comune di Gaggiano a Milano

Tanto è opinabile, ma non tutto: la pesca nella cave è tornata in auge. Zero dubbi, zero polemiche. Perché i numeri parlano chiaro. E ignorarli richiederebbe disonestà intellettuale. Parla da sé il clima euforico che contagia ragazzi e adulti, appartenenti a gruppi sociali diversi. E l’interesse pubblico. Altrettanto lampante.

Negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno avviato interessanti progetti con al centro cave ormai abbandonate. Per riproporle sotto una veste inedita, attraendo curiosi. Che magari si fermano e assaporano le bellezze che il territorio offre.

Perché le cave riconquistano punti

Più che la ragione bisognerebbe dire le ragioni. Provare a giustificarne l’appeal con un unico fattore creerebbe una visione distorta. Anzitutto, avventurarsi in questi luoghi richiede costi assolutamente accessibili.

Nello specifico, attrezzature valide a prezzi competitivi sovraffollano il mercato. Basta sapere cosa e dove guardare. Chi è alle prime armi non si sente tagliato. Con un budget minimo può comunque passare piacevoli ore. In pace col mondo e, magari, porterà a casa una ricca cenetta a base di pesce. Addirittura praticarla non richiede, solitamente, nemmeno particolari licenze.

Sulle specie si denota una vasta scelta: lucci, black bass, branzini, carpe, trote, pesci gatto e chi ne ha più ne metta. Pensare positivo aiuta. Detto ciò la tecnica e attrezzature congrue servono come il pane nel caso si voglia ottenere risultati costanti.

La fortuna del principiante è nota. Ma, a lungo andare, particolari limiti emergeranno. E costeranno pomeriggi piatti. Con magri bottini che ovviamente rendono poco onore.

Gli errori più comuni della pesca nelle cave

Le cattive abitudini durano a lungo. Una nota dolente è data dalla fitta vegetazione. Chi bazzica spesso in questi lidi sa che bisogna attrezzarsi a dovere. Ma puntualmente spicca sempre qualche buontempone. Che non vuole sentire ragioni e pesca allo stesso modo con cui affronterebbe altri territori. Quando in realtà la particolare morfologia del fondale crea evidenti difficoltà logistiche.

Quando si opta per simili acque è saggio studiare a fondo le peculiarità. Partire in quinta, senza investire tempo nella preparazione, può rovinare la festa.

Tra le tante caratteristiche di cui tener conto ci sono gli ostacoli sommersi, i dossi, gli avvallamenti e altri punti potenzialmente interessanti. Che, se scovati e indicati anticipatamente, aumentano sensibilmente le probabilità di cattura.

Cava Boscaccio – Gaggiano (MI)

Il Lago Boscaccio è situato a sud di Trezzano sul Naviglio. In una zona a prevalente vocazione agricola, confina con le cave attive Cascina Boscaccio e Sannova. Attorno al lago si sviluppa un percorso pedonale.

cava presente nel comune di Gaggiano a Milano

Nel parco si svolgono attività didattiche, visite guidate, birdwatching, attività sportive. Nel 1984 i primi interventi di recupero ambientale, che hanno interessato la riqualificazione delle sponde e la relativa piantumazione. Al fine di ricreare un habitat tipico della pianura lombarda. Conclusa la fase produttiva, nel 1994, gli impianti di lavorazione e selezione vennero spostati in una posizione più marginale. Le sponde sono caratterizzate da un’interessante composizione floristica. In cui si alternano tratti di canneto, zone aperte con cespugli di salcerella, giunchi, carici e rive alberate. Esse sono frequentate da numerose specie di uccelli e d’invertebrati, grazie alla presenza di una ricca vegetazione.

Il progetto ambientale nel comune di Gaggiano

Per il progetto di recupero ambientale è stata usata una parte degli utili ricavati dall’estrazione. Questa linea è seguita anche nei progetti di coltivazione e di recupero delle due cave confinanti. Anche per l’area del Boscaccio sono previsti degli interventi di sviluppo: in particolare, verranno realizzate alcune microisole. Utilizzando materiale di risulta su cui si svilupperà della vegeta-zione boschiva e ripariale. Queste azioni miglioreranno l’ambiente per la flora e la fauna e favoriranno le attività di monitoraggio a scopo didattico.

Oasi Barcassa – San Secondo Parmense (PR)

Oasi LIPU – Torrile (PR)

 

L’Oasi Barcassa accoglie specie di uccelli e piante che a causa delle bonifiche agrarie dell’ottocento erano scomparse dalla bassa parmense. Il progetto si propone di ricreare ambienti naturali ad elevata biodiversità.

Oasi Barcassa

Attraverso un compromesso tra lo sfruttamento intensi-vo della cava ed i vincoli naturalistici. Il progetto nasce con la volontà di valorizzare un potenziale habitat per la nidificazione di alcune specie di volatili. Nella progettazione di questa zona umida, una parti-colare attenzione è stata posta alla differenziazione della profondità dell’acqua. E alla creazione di isole diversificate per forma e grandezza.

Cava De Poli – Rivolta d’Adda (CR)

Nell’ambito di una gestione integrata dell’acqua, secondo la recente normativa si inserisce il “Progetto Cave”. Con l’obiettivo di:

  • censire il volume idrico utilizzabile nei laghi di cava della provincia di Cremona
  • definire gli strumenti e le linee guida con cui quantificare i parametri di prelievo
  • individuare la procedura operativa di domanda e concessione all’utilizzo delle acque per integrazione irrigua di soccorso
  • definire la tipologia degli interventi di rinaturazione per il recupero naturalistico delle aree

L’area della cava De Poli è inquadrata come riserva naturale parziale del Parco dell’Adda Sud. Si tratta di un’area boscata, in parte degradata, ricca di specie vegetali collinari o basso montane. La cava è sita in Rivolta d’Adda, sulla sinistra idrografica e prossima al fiume Adda; quest’ultimo forma un’ansa che delimita la cava, in un’area marginale sia come posizione territoriale, sia dal punto di vista agricolo.

Il terreno in prossimità del fiume è ghiaioso, per lo più incolto a prato stabile o boscato per vegetazione spontanea. Mentre la zona circostante presenta caratteristiche agricole, con una rete di fossi e canali per l’irrigazione. L’idrografia riveste importanza sia per la prossimità al fiume che per la presenza della rete irrigua connessa a canali artificiali. E alle emergenze della falda acquifera, costituite dai fontanili.

Non esistono rapporti di interconnessione tra cava e rete irrigua, anche se nei pressi della cava è presente il Fontanile Padella, che ha collaborato negli anni all’irrigazione. La falda segue l’andamento del piano campagna mantenendo il suo livello in prossimità della superficie.

Cava Ponte Oliveti – Sarche (TN)

La cava Ponte Oliveti è situata a Calavino, nella valle del fiume Sarca, in un’area a vocazione viti-vinicola. La cava di calcare e marna insiste su un’area di 40 ha. Verso gli anni ’70 è stato elaborato il primo progetto di recupero ambientale. Che impone di tenere aperti tutti i fronti e operare il recupero solo a cava esaurita.

Questo sistema fu abbandonato a favore del metodo a gradoni discendenti, concentrando il lavoro nella parte alta della cava. Esaurita la coltivazione di un fronte, si provvede al recupero definitivo in contemporanea al procedere dell’estrazione sui gradoni inferiori. Le tranches orizzontali vengono gradualmente reinserite nell’ecosistema naturale, miscelando roccia frantumata con terra vegetale di riporto e proseguendo con l’idrosemina.

Segue la piantumazione di piantine di 2-3 anni in fitocella, che si innestano gradualmente nell’ambiente. Elemento innovativo il rinverdimento provvisorio dei gradoni temporaneamente abbandonati, tramite riporto di quantità consistenti di terra. Compattata e coperta con teli di juta per trattenerla, favorendo l’idrosemina. La sistemazione del versante avviene a scarpata naturale, con il profilo finale che seguirà il più possibile la morfologia naturale.

In alcuni punti è stata prevista la piantumazione di alberi in modo da creare un bosco; in altri punti l’inclinazione consente la conversione del terreno ad usi agricoli. Alla quota della cementeria risulterà un ampio piazzale destinato a verde agricolo.

Cava Snive – Robilante e Roccavione (Cn)

La Cava Snive, in provincia di Cuneo, si sviluppa in una valle laterale del versante sinistro della Valle Vermenagna, a 1300 m s.l.m.. E alimenta l’impianto di trattamento a valle a 7 km di di-stanza. I primi interventi di ripristino paesaggistico della zona avvengono nei primi anni ’80. In quest’area l’attività estrattiva ha avuto inizio alla fine degli anni ’30. E, negli anni ’60 e ’70, si è verificata la dismissione di diverse cave di modeste dimensioni. A favore dell’apertura della cava Snive.

La coltivazione della cava avviene per gradoni di altezza 15 m e pedata di 8 m. Del materiale estratto, un 15% diventa scarto, costituendo un problema, poiché deve essere collocato in discarica. Determinando un impatto paesaggistico e ambientale che va a sommarsi alla coltivazione.

Un primo tentativo di recupero fu eseguito tramite la piantumazione di diverse specie autoctone. Senza raggiungere buoni livelli di stabilizzazione del suolo, miglioramento dell’ecosistema biologico e mitigazione dell’impatto.

In seguito si è regolarizzata la pendenza della superficie della discarica. È stata poi distribuita una coltre di terreno vegetale di limitato spessore (4-5 cm). Con successivo posizionamento di reti di juta per compattare il terreno sulla quale si è provveduto alla semina. Infine, è stata eseguita una copertura in paglia (elemento pacciamante).

Per le aree esaurite, il recupero è stato realizzato considerando la natura del paesaggio tipicamente alpino. Sono stati creati nuovi versanti finalizzati all’alpeggio ed altri ancora ripiantumati.

Parco Scultura La Palomba – Matera  

Il Parco Scultura La Palomba è situato nella cinta periurbana di Matera. E fa parte di un affascinante territorio nel quale si fondono resti di villaggi neolitici e grotte.

Sullo sfondo dell’incredibile lavoro dell’uomo nelle cave e del paesaggio naturale del Parco delle Chiese Rupestri. Il Parco La Palomba ha un’estensione di circa 6 ha ed una struttura espositiva di 1500 mq. La Fondazione no profit Parco Scultura La Palomba ha fatto di questo luogo uno scenario incredibilmente suggestivo. Dove le grandi sculture di Antonio Paradiso ed altri artisti parlano lo stesso linguaggio della natura che le accoglie.

Grazie all’ottima acustica dovuta alla presenza del tufo, all’interno del Parco sono periodicamente organizzate manifestazioni concertistiche inedite. Oltre alle esposizioni artistiche già citate. La struttura di questo museo open air è costituita esclusiva-mente dalle pareti di roccia naturale. Le quali accompagnano il visitatore nel percorso espositivo, creando una scena altamente suggestiva. Grazie alle diverse geometrie della roccia ed ai segni ereditati dall’attività di coltivazione, che arricchiscono le superfici.

La comunità pavese

Per comprendere appieno la portata del fenomeno vengono in aiuto anche altri piani, sempre lungo lo Stivale. Nel pavese si è, ad esempio, recuperato un ambiente da 55mila metri quadrati.

Il comune ha convenzionato con una società ligure la riconversione della Cava Sant’Antonio in un lago dedicato alla pesca sportiva ed al tempo libero. Un’opera di recupero che ridà dignità alla vasta area, ormai dismessa nella campagna della valle del Po.

Le cave: Bergamo e Brescia

O, ancora, a Pontirolo Nuovo, piccolo Comune in provincia di Bergamo, è stato eseguito un intervento di sistemazione complessiva. Sul quale si affaccia il “Laghetto Sgagna”, in passato conosciuto come “San Michele”.

Oggi si presenta totalmente recuperato sotto il profilo naturalistico, impiegato per la pesca sportiva. Le aree pic-nic allestite consentono di trascorrere intere giornate all’insegna della natura e del divertimento. Nel contesto di Montichiari ha ottenuto recentemente l’ok alla riqualificazione naturale del sito estrattivo. Che, tra circa 5 o 6 anni, completerà la propria attività.

I laghetti utilizzati serviranno come bacini per l’irrigazione dei terreni agricoli limitrofi. Un’attività dalla doppia valenza. In questa particolare area sono asserragliate 10 discariche autorizzate e 12 milioni di metri cubi di rifiuti.

Ecco che nasce qui un progetto di recupero ambientale. In un domani, non ancora precisato, si potrà svolgere la pesca sportiva. A corredo percorsi in acqua con canoe e ciclo-pedonali, zone fitness e ristoro, nonché un parco giochi. “Questa idea – ha commentato Giovanni Mazzei, colui che ha curato personalmente il progetto – punta a recuperare una parte del territorio di Montichiari che dopo aver dato il proprio materiale sotto terra vuole restituire un’area ai monteclarensi in grado di rispettare ambiente e natura”.

Progetto integrativo a Verona

Si rivolge anche alle persone con disabilità Cava Moneta, sita a Belfiore (provincia di Verona). Un paradiso naturalistico a pochi passi dalle principali vie di comunicazione, quali la Nuova Porcilana, la regionale 11 e l’A4.

Qui è possibile rilassarsi immersi nella natura o dedicarsi alla pesca sportiva, con postazioni anche per le persone diversamente abili. Cava Moneta copre una superficie di quasi 19 ettari ed è situata ad est di Belfiore, in campagna.

I laghetti formatisi al termine dell’escavazione di argilla hanno rappresentato un luogo di ripopolamento di numerose specie. A diverse profondità, permettono di fare pesca da spinning, boatfishing, pesca da lago e da fiume. Oltre ad organizzare escursioni per le scuole e bird watching.