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Pesca al Bass: Pitching, Flipping, Frog Bait in cover

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Molte volte la ricerca del black bass ci porta ad esplorare spot con caratteristiche estreme, che ad un primo sguardo sembrano impossibili da affrontare.
Per questo l’ingegno e la passione dei pescatori ha portato all’invenzione di alcune tecniche. Nate proprio per estrapolare la nostra preda proprio dalla sua tana, in quei posti in cui si sente più sicuro e disinibito e di conseguenza più disposto ad attaccare le nostre esche.
In questo articolo analizziamo le tre tecniche principali per penetrare ed affrontare con facilità le cover più intricate.

Il Pitching

Questa tecnica è sicuramente una della basi del bass fishing, e probabilmente la più utilizzata.
Si può utilizzare sia con le soft bait che con le hard bait, consiste nel lanciare, o meglio appoggiare delicatamente la nostra esca in un determinato spot.
A volte deve essere molto silenziosa per non insospettire il pesce, altre invece sarà proprio il rumore generato dall’impatto dell’esca sull’acqua a far scattare il bass.
Ad esempio “pitchando” un jig tenteremo di essere molto dedicati nella posa, “pitchando” una swimbait invece il  rumore può fungere da richiamo.
La differenza tra il pitching e le altre tecniche sta proprio nello stile di lancio, la cosi detta (volgarmente) “pitchata”.
Consiste nel famoso lancio da sotto, si effettua partendo con l’esca in mano e canna orizzontale, una volta individuato il nostro spot non faremo altro che sfruttare l’effetto pendolo mollando l’esca e portando la canna in posizione verticale.
In una “pitchata” eseguita a dovere l’esca una volta scagliata deve essere molto vicina alla superficie dell’acqua, in modo che al momento dell’impatto crei meno rumore possibile.
Questa tecnica è nata per esplorare cover più o meno intricate, da utilizzare dove il classico lancio da dietro risulterebbe controproducente.
Anche se all’inizio può risultare difficile effettuare un lancio corretto, con un po’ di pratica i risultati arriveranno sia in termini di precisione che di catture!

Flipping

Ecco la tecnica suprema nata per entrare con successo letteralmente in casa del persico trota, la tecnica del flipping.
Che differenze ci sono col cugino pitching? La differenza sta tutta nella presentazione, se nel pitching ci esibiremo con un preciso lancio da sotto (pitchata), nel flipping invece tireremo fuori a mano il filo necessario per pucciare la nostra esca, quasi come se stessimo usando una canna fissa.
Quindi l’esca deve entrare in acqua in posizione perfettamente verticale, indispensabile per ridurre la possibilità di eventuali incagli, in maniera più silenziosa possibile.
Altra differenza sta negli ami appositi per questa tecnica. A differenza degli ami texas sono dritti e muniti di un barbiglio di plastica in prossimità dell’occhiello che ha la funzione di blocca esca.
I piombi dedicati a questa tecnica sono più tozzi rispetto ai classici bullet, con pesi che vanno da 1/4 a 1 oncia di peso. Possibilmente in tungsteno per rendere più compatta la nostra presentazione.
Inoltre esistono dei piombi appositi dotati di una gonnellina come quella dei jig, che oltre ad aumentare la visibilità del nostro innesc, aiuta l’esca a scivolare tra le strutture sommerse.
Le esche principali saranno craws e creatures compatte e con poche appendici, che penetrano all’interno delle cover più serrate.
I colori più utilizzati, oltre a quelli naturali, è solitamente il nero, sia totale che abbinato al blu, al rosso e al viola. Grazie al contrasto che crea in acqua, aumenta di molto la visibilità dell’insieme.
Quanto riguarda la scelta del filo esistono pareri contrastanti, c’è chi usa il fluoro carbon, chi la treccia e chi il nylon. Tutti concordano sul fatto che deve essere estremamente resistente, capace di estirpare in pochi secondi il bass dalla cover.
Le canne utilizzate nel pitching sono generalmente di una lunghezza compresa 7 e 7,6 piedi con azione extra fast e un casting weight massimo di 1,5 oncie, delle autentiche canne da estirpo!
I mulinelli possiamo usare i classici mulinelli da casting con recupero veloce, ma esistono dei mulinelli appositi per il flipping dotati di un tasto che libera la bobina senza usare il classico tasto di sblocco, rendendo l’azione di pesca molto più veloce e comoda.

Frog Bait

Agli occhi di qualunque predatore una rana rappresenta un pasto molto nutriente e il black bass non fa eccezione.
Personalmente ritengo che la pesca con le frog bait sia in assoluto la tecnica che più di tutte deve essere praticata per raggiungere buoni risultati in termini di catture. Perchè anche se gli attacchi possono essere frequenti non sempre ci permettono di fotografare il nostro trofeo.
Partiamo dall’attrezzatura, una canna specifica deve essere d’obbligo, che sia abbastanza lunga e che abbia una grande riserva di potenza per poter letteralmente estirpare il bass da cover fittissime nel minor tempo possibile, impedendo alla nostra preda di scorrazzare in mezzo le ninfee.
Ma l’azione per intercedi non deve essere come una classica canna da jig. La vetta dev’essere leggermente più cedevole per darci una mano a non strappare la rana di bocca la bass.
Il mulinello deve essere robusto e aver un recupero veloce, almeno 7.1, caricato con del trecciato da almeno 40 libbre.
Il trecciato ci da la possibilità di tagliare letteralmente le ninfee. L’elevato libraggio ci consente di estirpare velocemente il pesce dalla cover.
Se un trecciato da almeno 40 libbre vi sembra esagerato per prendere pesci che nelle migliori ipotesi arrivano a 3kg di peso, calcolate che il peso del pesce in cover cosi fitte praticamente triplica.
Parliamo della ferrata, che deve essere vigorosa ma non immediata, per dare il tempo al pesce di prendere bene in bocca il nostro artificiale.
Attenzione e non farvi fregare dalla vostra vista, aspettate sempre un secondo prima di ferrare. Parlando delle rane si dividono in due categorie.
Soft body, che sono fatte con lo stesso materiale delle altre soft bait e sono quasi sempre affondanti.
Di conseguenza necessitano un recupero più lineare e sostenuto. Vanno armate con ami EWG e le hollow body che hanno un corpo cavo, galleggiano e sono già armate. Consentono un recupero molto più lento che ci permetterà di imitare perfettamente una rana.
Ma come manovrare le nostre frog bait? Semplice, imitate il più possibile una rana e vedrete che i risultati con un po’ di pratica non tarderanno ad arrivare!
Un saluto da Michele Capizzi 🙂