Brembo, una Roba al volo ma…rmorata da Yuri Porro

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pescare a Brembo
pescare a Brembo

Classica giornata di metà Giugno, quando ti svegli la mattina per andare a lavorare che sei già sudato e stanco, ma il pensiero è solo uno: come smonto dal turno mi lancio in macchina e volo in Brembo!

si ricorda che per pescare in acque del fiume Brembo è necessaria la Licenza di pesca di tipo B avente un costo di 23,00€ con durata annuale dal momento dell’acquisizione, inoltre si devono rispettare le date di chiusura della pesca per la riproduzione dei nostri amati pesci.

Di buona lena salti giù dal letto, una doccetta al volo e giù in box a caricare già la macchina per il post lavoro, scarponi, wader, gilet e attrezzatura da spinning!

Ovviamente la giornata di lavoro non passa più ed ogni momento libero è buono per controllare la webcam in zona di pesca, la situazione traffico per strada ed il meteo del pomeriggio (previsti temporali ma viene bene lo stesso).

Sono le 16! Timbro il cartellino e volo in macchina, dentro la prima e si va! Passato il solito traffico in zona Dalmine sono sul fiume e comincio a risalire il Brembo.

Sono passate da poco le 17 ormai, traffico maledetto! Il tempo di saltare nei wader, allacciare il gilet e sono in pesca!

Qualche nuvolone in cielo ma non piove, pare che il tempo riesca a tenere ancora un po’ ed anche il fiume sembra dalla mia parte, acqua più velata e alta del solito ma comunque condizioni ottimali per una pescata mirata.

Oggi si pesca a spinning, c’è la voglia di allamare qualcosa di importante e le condizioni sono tutte a mio favore, almeno spero.

Una rapida occhiata alla scatola di artificiali ed eccolo lì quello che cercavo (già durante il viaggio ero convinto di dover usare quell’artificiale).

Monto un jerk da 90mm color simil-vairone

Nonostante sia un posto parecchio battuto non trovo nessuno sul fiume in pesca, magari le previsioni meteo li hanno fermati, solo quattro ragazzini a fare un po’ di chiasso sotto ad un ponte.

Dopo qualche lancio risalendo il fiume noto con dispiacere che il mio artificiale è inseguito solo da fario di piccola taglia, qualcuna la prendo, qualcuna la slamo e qualcuna la sento e basta.

L’esca rende e il pesce oggi è attivo ma solo una cosa non va.

Brembo, non è questo il pesce che cerco oggi 

Cambio esca, o meglio, cambio la taglia di esca. Via il jerk da 90mm e su quello da 110mm tenendo sempre la stessa colorazione vairone che in Brembo rende sempre.

Ancora qualche lancio ma nulla, provo i correntoni, le buche, le morte, niente di niente.

Arrivo in una parte più larga del fiume, vedo dei bei sassoni sulla sponda opposta.

Il primo pensiero che mi passa per la testa è quello, sempre il solito e quello che penso accomuni la maggior parte di noi pescatori: “SE C’È UN SOLO PESCE IN QUESTO FIUME SICURO È LI!”

Carico a palla apro l’archetto, mi preparo e via!

Parte il lancio, l’artificiale che va via dritto come un fuso, blocco la lenza per farlo arrivare preciso in acqua ma…No!

Fermato troppo tardi e l’artificiale ha impattato giusto giusto contro i sassoni che tanto mi avevano ispirato.

L’esca rimbalza in acqua, nella mia testa già è presente il pensiero di aver sprecato il lancio buono ma soprattutto quello di aver sfasciato la paletta di un artificiale da 20 euro.

Chiudo l’archetto, l’esca è sul fondo, piccola jerkata per staccarlo dal fondale e inizio il recupero.

Due giri di manovella e…Gran colpo in Canna! 

Qualche attimo di titubanza nel quale si provano mille emozioni contrastanti, euforia, paura, batticuore e i classici dubbi di quando incanni qualcosa di taglia più discreta: e se avessi incagliato? Ma se fosse un ramo? E ora che combino?

Ma è proprio alla fine di quell’interminabile attimo che inizi a sentir tirare le classiche “testate” da pesce incazzato dall’altra parte della lenza ed ecco che il pesce parte.

La frizione comincia a cedere filo e tu che inizi ad andar dietro al pesce, guardi il fiume alla ricerca di un posto buono dal quale far passare la preda, cercando di evitare posti angusti dove si corre il rischio di slamare il pesce o peggio inceppare la lenza rompendo tutto.

Ed ecco che il pesce si lancia nel correntone, ora il pensiero principale è quello di cavarlo fuori da lì nel minor tempo possibile sperando che la lenza e l’assist hook homemade non mi mollino, piccola stretta alla frizione e si forza quel tanto da far girare la testa al pesce.

Benissimo!

Siamo fuori dal correntone principale, ora ci sono solo da evitare un paio di sassi che affiorano dall’acqua e trovare un posto tranquillo dove guadinare il pesce.

Ancora pochi secondi di lotta e ci siamo, PESCE A GUADINO ma soprattutto È LEI!

Mentre ammiro ancora incredulo la bellezza del pesce e faccio qualche foto di rito, alzo la testa e vedo un altro ragazzo, un pescatore, che ha assistito a tutta la scena di pesca. Questa è stata un’altra piccola botta di…fortuna, riesco a farmi fare qualche foto insieme al pesce.

Come la testa della trota ritocca il pelo dell’acqua parte con una gran scodata verso il centro del fiume.

trota
trota

Anche il ragazzo che ha fatto le foto mi confessa che non pensava ci fosse un pesce del genere in quella zona di fiume ma con un po’ di costanza e tanta fortuna i risultati arrivano. Lo saluto, lo ringrazio e con le gambe ancora tremolanti, il sorriso stampato in volto e l’emozione addosso ricomincio a salire nuovamente il fiume.

Pesco ancora un’oretta, giusto il tempo di perdere l’esca “fortunata”, ma senza altri grossi risultati, il brutto tempo si avvicina ed è inutile sfidare la sorte che tanto per oggi la mia soddisfazione l’ho avuta.

Risalgo la sponda e prendo la stradina per il rientro, un ultimo sguardo al fiume che oggi mi ha regalato qualche oretta di relax e tante emozioni.

Arrivo alla macchina, mi rimetto in abiti civili e si rientra verso casa che domani è un altro giorno e il lavoro ci aspetta.

Yuri Porro