Daniele Salerno e la sua straordinaria pesca a Lampedusa

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Pesca a Lampedusa
Pesca a Lampedusa

Buonasera, sono Daniele da Milano. Colgo l’occasione per presentarmi ai lettori di pescare.biz. Anch’io, come altri vengo “rapito” dalla passione per la pesca. Difatti appena ho l’opportunità, mi lancio in una delle mie vicissitudini.

Oggi vorrei raccontarvi una delle mie avventure straordinarie che riguardano la pesca in mare. Mi  trovo a Lampedusa per una vacanza; un isola di 20 km” composta da due anime, quella europea e quella africana situata nel cuore del Mediterraneo. L’arcipelago delle Pelagie  (che dal greco antico significa “mare aperto”) – Composto da tre isole, Lampione, Linosa e la madre di tutte Lampedusa.

Pesca a Lampedusa: sveglia alle 5 con l’emozione a mille

La mia giornata inizia alle cinque del mattino dopo una squisita colazione fatta in uno dei migliori bar del isola, situato al centro del paese. In sella al mio scooter parto spedito con aspettative molto alte, percorrendo la strada dell’isola. Per un attimo riesco a dimenticarmi di cosa mi aspetta rapito dal fantastico panorama che offre questa terra.

Arrivato a destinazione, in un punto strategico per i pescatori locali, tiro fuori l’attrezzatura e inizio a testare la profondità.  Eseguo un primo lancio  in modo da poter posizionare il galleggiante in maniera ottimale. Recupero lentamente la lenza ed innesco l’ esca viva. Controllo che l’archetto del mio mulinello sia aperto e lancio. Un esecuzione a dir poco perfetta! Evidentemente le premesse ci sono.

L’inizio della pesca a Lampedusa

Non mi resta che godermi l’albeggiare senza mai perdere di vista la punta della mia canna. Nel frattempo iniziano ad uscire dal vecchio porticciolo le lance con a bordo il loro vecchi lupi di mare.

L’attesa si fa snervante, nemmeno una toccata (come dicono i veri esperti della pesca). Intanto il molo inizia a prendere vita. Arrivano altri ragazzi appassionati come il sottoscritto che incuriositi mi chiedono come sta andando.

La canna usata per la pesca a Lampedusa
La canna usata per la pesca a Lampedusa

Faccio a loro un cenno con aria sconsolata  quando improvvisamente il filo si tende e il finale della canna si inarca. Resisto qualche secondo dalla voglia di ferrare ma intanto lascio mangiare. A questo punto la situazione diventa chiara, è arrivato il momento tanto atteso.

Sbamm…ecco la ferrata! La frizione del mulinello inizia a sfrigolare, l’emozione  non si fa attendere, cerco di recuperare un pò la lenza senza fare troppa resistenza alla mia futura preda. Sento che finalmente la pressione aumenta. Non voglio assolutamente perderla!

Quando tutto dun tratto mi da uno strattone. Non voglio crederci ma è proprio così; sento molto più leggero il  recupero della mia lenza. E’ andata persa. Penso, ed è proprio così. Tirando fuori la lenza dall’acqua, noto subito l’amo aperto.La preda doveva essere molto grossa, una di quelle Orate da un paio di kg, oppure poteva essere una bella Mormora; sicuramente un pesce appartenete alla specie Sparidae.

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Deluso ma non scoraggiato, apro la mia cassetta dell’attrezzatura e prendo un nuovo amo. Questa volta a gambo storto, acciai che vantano di grandissima affidabilità per prede molto combattive. Innesco nuovamente il Coreano esca prelibata per pesci che mangiano sul fondo; ripeto nuovamente il lancio, lascio scorrere la lenza fino a sentire la leggerezza della mia canna in carbonio.

Siamo sul fondo col piombo. Chiudo l’archetto, non mi resta che attendere. Intanto arriva il mio amico Mirko, pescatore di un certo calibro ma di acque dolci. Con il solo sguardo capisce che c’è stata una slamata.

Apre la sua canna con un’esca artificiale ed inizia a praticare la pesca a spinning. Comincia a lanciare e recuperare con una tecnica molto particolare: tre strattoni e due giri di mulinello e cosi viene via recuperando il suo pesce artificiale.

Le coste di quest’isola vantano di molti tipi di predatori in particolare il pesce Serra. Una specie molto ambita dai pescatori locali e anche dal mio amico; che con la sua tecnica punta proprio ad un esemplare del genere.

Torniamo alla mia attesa. Qualche toccatina (termine usato nel mondo della pesca quando i pesci iniziano a mordicchiare l’esca. Può succedere in due casi o quando ci sono vicino all’ amo pesci molto piccoli oppure quando un pesce di un certo calibro sfiora il boccone più volte).

 Ecco! Finalmente arriva io mio momento; di nuovo un pesce. Ripeto il movimento della ferrata. Questa volta ci siamo, è in canna, non voglio ripetere l’accaduto.

La cattura è vicina. La pesca a Lampedusa è sempre un’emozione

Lascio stancare il pesce facendo un tira e molla tra frizione e recupero. Tira come un dannato! Questo è grosso dice il mio “socio”, lo si capisce dalla piegatura della canna riversa verso l’acqua.

Dopo qualche minuto riesco a portarlo verso la nostra postazione. Mirko per un attimo cessa la sua attività. S’impossessa del guadino mettendolo nell’acqua. Riesco finalmente a portare a termine quello che avevo perso in precedenza. Finalmente mettiamo fieno in cascina!.

Solo quando è nella rete riusciamo ad accorgerci che si tratta di una bella orata. Ad occhio e croce peserà un chiletto scarso. L’emozione che si prova in questi momenti è indescrivibile, può sembrare una cosa banale ma non lo è affatto.

Ora molto soddisfatto di questa pezzatura sono molto più rilassato, e dopo aver slamato il pesce, ritorno a fare tutta la procedura iniziale per poter di nuovo ritornare in pesca (termine tecnico usato, quando il galleggiante e dritto sul pelo dell’acqua).

Bene! Spero con questo piccolo racconto di aver reso l’idea del momento di passione che condivido tutte le estati insieme a i miei amici.

Colgo l’occasione per salutarvi e augurarvi buona lettura. Alla prossima da Daniele